29 Ottobre 2007

MI CHIAMAVANO BRIGANTE- Peppe Musolino

Chi fu Giuseppe Musolino? ll sanguinario vendicatore degli emarginati del Sud, uno spaccone di paese visionario e smargiasso, il portabandiera anarchico delle lotte presocialiste, un paranoide sbandato e irresponsabile, una vittima del disadattamento e della solitudine?
Taglialegna di mestiere, nel 1897 viene coinvolto in una lite fra due compaesani per una partita di nocciole: Un certo Vincenzo Zoccali, amico della parte avversa nella questione della nocciole, il 29 Ottobre dello stesso anno viene ferito da un colpo di fucile in una stalla dove viene trovato il berretto di Musolino. Al processo l'alibi di Musolino non è tenuto in considerazione mentre vengono ritenute valide le testimonianze di Rocco Zoccali e Stefano Crea che affermano di averlo sentito adirato per il bersaglio fallito.
Sempre proclamatosi innocente, Musolinio giura vendetta in caso di evasione.

Viene condannato a 21 anni di reclusione nel carcere di Gerace, ma due anni dopo con l'aiuto di organizazioni mafiose riesce a fuggire e inizia la sua vendetta.

La sua è un'avventura luttuosa, come una tragedia un po' onirica in cui compaiono vivi e morti, santi e delinquenti, poliziotti e spie, avvocati e giornalisti, contadine analfabete e dame della buona societa', Pascoli gli dedica un 'ode, sindaci corrotti e scienziati positivisti che inscenano una farsa lombrosiana: un 'avventura vissuta tra osterie e masserie, boschi e caserme, conventi ed aule di tribumale, celle carcerarie e ospedali psichiatrici.

Si racconta che durante la galera Musolino abbia sognato San Giuseppe che gli indicò il punto in cui avrebbe dovuto scavare nella cella, e con facilità scappare insieme ai suoi compagni di carcere .

Commette una serie di omicidi contro tutti quelli che l'hanno accusato e tradito, nascondendosi poi tra le montagne, nei boschi, e persino nei cimiteri, viene aiutato spesso da gente di tutte le classi sociali, che lo vedono come simbolo della ingiustizia in cui la Calabria allora versava.

Inizia la caccia al brigante, vengono imposte delle taglie, ma Musolino sfugge sempre alla cattura.

La sua notorietà in poco tempo si sparge in tutta Italia grazie alla stampa e pure i giornali stranieri iniziano a interessarsi della vicenda. Ormai Musolino è una leggenda, le sue gesta divengono spunto per molte canzoni popolari (Si ritrova nelle canzoni di Otello Profazio , Dino Murolo e Natino Rappocciolo, Enzo Laface e in altri cantanti folcloristici calabresi).

Come tutti i briganti, Musolino è devotissimo, e crede ciecamente nella protezione di San Giuseppe. Come tutti i violenti, rifuggì sempre dal furto. Rubando, gli sarebbe sembrato di macchiare la sua vita. Musolino ha avuto sempre a sua disposizione del denaro. A un signore di Brancaleone che gliene offriva, egli mostrò 1500 lire che portava cucite nella fodera della giacca. E questo suo denaro serviva anche a far del bene. Una giovinetta di Bova andava nel bosco di Paracopio: era una povera ragazza macilenta e lacera e destò la pietà di Musolino. Egli le si avvicinò e col miglior garbo che poté le domandò notizie di Musolino. La ragazza rispose sinceramente ciò che pensava il popolino: "Non c'è nessuno che ne dica male, tutti bene." - "E tu lo conosci?" - Alla risposta negativa della fanciulla egli si avvicinò, le diede 10 lire e le disse: "Tieni, queste te le dà Musolino, il quale fra otto giorni vuole vederti vestita."

Una volta ha a tiro di fucile, nelle montagne del suo paese, un tenente dei carabinieri, giovanissimo e bello, che, alla testa di una pattuglia, lo sta cercando, avrebbe potuto ucciderlo e, poiché sta su di un'altura, mettersi in salvo; ma la pietà del giovane e bello ufficiale lo vince: gli risparma la vita; ed il giorno dopo non manca di scrivergli che gli era debitore, appunto perché giovane e bello, della esistenza; ma che non se la prendesse tanto calda, poiché, non si sa mai, le buone disposizioni di ieri possono mutare domani.

I tentativi più interessanti di cattura sono stati tre. Nel primo, si prova a convincere Musolino ad emigrare clandestinamente; due subagenti di emigrazione attirati dal premio riuscono a fargli promettere di recarsi nottetempo su una nave ancorata poco oltre il capo Bruzzano. E una nave viene mandata là perché Musolino si rassicuri, ma egli all'ultimo momento fa telegrafare ai subagenti che non sarebbe più partito. La nave se ne va; egli compare tre o quattr'ore dopo e, non vedendo più nemmeno una barca alla costa, capisce il tranello e promette altre due vendette.

Nel secondo tentativo viene indotta una bella giovane del mandamento di Gallina, figlia d'un "sorvegliato speciale" e molto ammirata da Musolino, a farlo venire in casa sua a data prestabilita, il brigante invece ci va una notte prima, non lascia uscire dalla casa nessuno, così che nessuno possa andare ad avvertire i carabinieri, porta via con sé la donna, per tre giorni sulle montagne di Bagaladdi e poi la rimanda giù con qualche dono e molte gesta da raccontare.

Nel terzo il "confidente" Princi riusce ad attirare Musolino nella grotta di Mingoja, intorno alla quale era stato disposto un doppio cordone di vigilanza, per fargli gustare dei maccheroni caldi, dei quali il bandito pare sia assai ghiotto. I maccheroni hanno, fra gli altri condimenti, anche una buona dose d'oppio, ma l'oppio è guasto e non agisce, mentre i cordoni di vigilanza agiscono anche peggio perché, quando Musolino è per incapparci, una guardia nascosta dietro un cespuglio vedendoselo a cinque passi ha paura, e grida un "Chi va là?" così che il brigante scarica la doppietta nelle gambe della guardia, si getta giù per il burrone, incontra il secondo cordone, uccide un carabiniere e scompare.

Vi è anche un tempo in cui Musolino cerca persino ricovero in una tomba del cimitero di Rocaforte, e si adattata a passare le sue notti in compagnia dei teschi umani e di un mucchio d'ossa; non prova brividi innanzi allo spettacolo della tomba; si accomoda formandosi un giaciglio con erbe secche.

In Calabria sono popolarissime due canzoni che si vuole siano state scritte da Musolino e che non sono forse fra le ultime cause della sua triste celebrità e del suo prestigio in mezzo a quelle popolazioni fiere e sentimentali.

Nel 1901 Musolino decide di uscire dalla Calabria per andare a "chiedere la grazia al Re Vittorio Emanuele III" e perché comunque la situazione è diventata difficile per lui.

Ad Acqualagna in provincia di Urbino Musolino sta percorrendo una viottolo di campagna alla vista di due carabinieri, che si trovano nella zona alla ricerca di alcuni banditi del luogo, improvvisamente comincia a correre pensando che cercassero lui, inciampando però in un fil di ferro di un filare di vite viene catturato.
La pattuglia di carabinieri era comandata dal brigadiere Antonio Mattei (padre di Enrico Mattei) .
E' diventata famosa la frase:"Chiddu chi non potta n'esercitu, potta nu filu"(Quello in cui ha fallito un esercito,è riuscito un filo).

Si stima che complessivamente la cattura del brigante sia costata al governo intorno al milione di lire; il costo più alto per la cattura di un brigante.

Davanti alla Corte d'Assise di Lucca, Musolino pronuncia questa autodifesa: "Se mi assolveste, il popolo sarà contento della mia libertà. Se mi condannaste, fareste una seconda ingiustizia come pigliare un altro Cristo e metterlo nel tempio. Eppoi, vedete, io non sono calabrese, ma di sangue nobile di un principe di Francia. Chi condannate? Un cadavere, perché io posso avere cinque o sei mesi di vita al più". Parole che
diverrano celebri ma che comunque non gli evitano l'ergastolo al carcere di Portolongone e 8 anni in segregazione cellulare.

Alla vigilia della sentenza di Lucca, l'ex brigante dice: "Se un uomo campasse cento oppure duecento anni, una condanna a quattro o cinque anni sarebbe un fatto grave e sopportabile considerando il grande tempo che ha da vivere; ma come puo' un uomo giovane e innocente che si sente strappare dalla sua vita e condannare a ventuno anni di carcere sopportare tutto questo?"

Nel 1933 un certo Giuseppe Travia, che era emigrato in America dopo l'evento iniziale di Santo Stefano, confessa di essere stato lui a sparare Vincenzo Zoccali,
accusando anche il sindaco di un complotto ordito da una cosca locale allo scopo di far ricadere la colpa dell'attentato su Musolino.

Musolino esta in carcere fino al 1946, quando gli viene riconosciuta l'infermità mentale, e poi portato al manicomio di Reggio Calabria, dove muore dieci anni dopo alle 10:30 del 22 Gennaio.

Mottette del brigante.

E’ notti, e ‘ntr a’ putiga i’ mastru Peppi, quattro picciotti jocanu ‘e carti, e tra ‘na briscola e nu’ trissetti ognunu cerca di fari la so parti:

A: "Amici, Peppineddhu apparteni alla famigghia, e ‘nta galera non ci poti stari"

G: "Certu, certu simu tutti d’accordu, vedimu chi putimu fari.."

A: "Saggi compagni, ampena si seppi i’Musulinu, vinniru amici e mi truvaru, e nu segretu mi svelaru, e forse ncè la soluzioni si tutti li cosi vannu bboni."

G: "Riciti, compari ‘Ntoni, riciti.."

A: "Quando si costruiva u carceru i Geraci, a un certu puntu mancaru cementi e caci e l’operai siccomu stava finendo a jurnata, pensaru di non fari n’autra ‘mpastata e ccussì ficiru i cosi nu pocu a ‘rranciari, e c’è nu muru che si poti sbriciolari e se Peppi si trova ‘nta ddhu cameruni, c’è nu puntu che basta na tuccata, s’faci un bucu, e a’ cosa iè sistemata."

G: "Si, si, è proprio ‘nta camerata numeru setti aundi è rinchiusu Peppi."

A: "E allura pensai puru comu me n’ce mandamu l’ambasciata. La prossima notti chiamami a cummari Rrosa, ch’è na fimmina ‘i vita e ‘nce facimu cantari na bella sirinata,propriu sutta u’ carceru, sperando chi la fortuna ‘nd’aiuta."

E ccusì, la sira dopu...

A. "Cummari Rrosa, a vvui m’rraccumandu, a lu vostru bon cori e a lu vostru impegnu.."

R: "Me sentu onorata, e ssu’ppronta a lu cumandu, e c’a me vuci fazzu tremari tuttu u’rregnu.."


R: “Sta sirinata la cantu cu’ccori..e nci la mandu a ccui stai a li galeri.
La cantu ppe’ nu ggiuvani d’onori, chi sta passando tanti e tanti peni..
E speru chi la senti sta sirinata, giovani bbellu cori ra’ malavita; batti li mura e fatti ‘na sonata, chi poi ballari.Batti e ribbatti e aspetta ‘nu mumentu, quandu cangia lu sonu batti ddhu puntu. D’a Società po’fari affidamentu, amici ci’ndi sù ‘nta ogni puntu. Ccù cori ti cantai sta sirinata, e speru mi cunsola la to’ vita. A ttia ti la mandu sta ‘mbasciata, di Onoraria ggenti i Malavita”.


TRADUZIONE:
E' notte, e nella bottega di mastro Peppe, quattro ragazzi giocano alle carte, e tra una briscola e un tressette, ognuno cerca di fare la sua parte.

Amici, Peppinello appartiene a la "famiglia" e in galera non ci può stare.

Certo, certo, siamo tutti d'accordo, vediamo cosa possiamo fare.

Saggi compagni, appena si seppe di Musolino, son venuti amici a trovarmi, e forse cìè una soluzione, se tutte le cose vanno bene.

Dite, compare Antonio, dite..

Quando si costruiva il carcere di Gerace, a un certo punto mancaro cemento e calce, e gli operai, siccome stava finendo la giornata, pensaro di non fare un'altra impastata. E così, fecero le cose un poco a risparmiare, è c'è un muro che si può sbriciolare, e se Peppe si trova in quel camerone, c'è un punto che basta una toccata, si fa un buco e la cosa è sistemata..

Si, si è proprio nella camerata numero sette dov'è rinchiuso Peppe.

E allora pensai pure a come mandargli l'ambasciata. La prossima notte chiamiamo comare Rosa che è una donna di vita, e ci facciamo cantare una bella serenata, proprio sotto il carcere, sperando che la fortuna ci aiuti.

Così la notte dopo..

Commare Rosa, a voi mi raccomando, al vostro buon cuore e al vostro impegno.

Mi sento onorata, e sono pronta al comando, e con la mia voce faccio tremare tutto il regno..

"Sta serenata la canto con cuore, e ce la mando a chi sta alle galere.
La canto per un giovane d'onore, che sta passando tante e tante pene.
E spero che la senti sta serenata, giovane e bello cuore della Malavita, batti le mura e fatti una suonata, se vuoi ballare non possono impedirtelo.
Batti e ribbatti e aspetta un momento, quando cambia il suono batti quel punto.
Della Socetà ('Ndrangheta) puoi fare affidamento, amici ce ne sono ad ogni punto. Con cuore ti ho cantato sta serenata, e spero ti consola la vita. A te la mando st'ambasciata, dall'Onoraria gente della Malavita."


19 commenti

  • anonimo

    peppi musulinu

    peppinu u re i l aspromunti....sbirri nfami e tradituri.
    Scritto il: 23/09/2011 06:18:08
  • vincenzo barillaro mammola

    A chi la scritto

    chi ha scritto questo articolo si dovrebbe vergognare a dire che era uno spaccone di paese e poi se c'e' uno che e' paranoide sbandato e irresponsabile e solo chi ha scritto queste frasi su di lui.musolino giuseppe ha fatto solo quello che gli anno costretto a fare quella banda ti traditori infami e pure lalegge italiana che l'haveva condanna senza nessuna prova amarcire per 21 anni.restera per sempre unico
    Scritto il: 27/05/2011 17:37:58
  • anonimo

    musolino

    IO HO TUTTO SUL BRIGANTE MUSOLINO ERA UN GRANDE UOMINI COSì NON NE NASCERANNO PIù........PECCATO.......MA ALLA FINE QUANDO SI è UNO BUONO IN UN MONDO DI INFAMI SI FINISCE COSì.....CIAO PEPPINO CUORE DI CALABRIA......ALLA FINE LE CAROGNE DEGLI SBIRRI SI VANTARONO PURE DI AVERTI BECCATO MA SOLO PERCHè NON CE LA FACEVI PIù DALLE SOFFERENZE MA COSA VUOI QUELLI CE L'HANNO NEL SANGUE QUELLO CHE NOI SAPPIAMO CIAO....CIAO SOVVERSIVA.....VENITE A FARVI UN GIRO IN ASPROMONTE
    Scritto il: 20/09/2008 13:46:31
  • amerigo feliziani

    la cattura del Brigante Musolino

    Quello che avete scritto è falso la pattuglia che arrestò il brigante Musolino non era comandata dal Brigadiere MATTEI padre di Enrico.
    Mio nonno Amerigo Feliziani e Laserra Antonio catturarono materialmente il Brigante.Gli archivi dei carabinieri parlano chiaro. Il brigadiere Antonio mattei era solamente il comandante della Stazione di Acqualagna e quella mattina se ne stava tranquilli in caserma poiché indisposto come scriveva mio nonno nel suo diario. Nessuna medaglia fu conferita a Mattei solo un encomio solamente mentre ai due carabinieri medaglie di Bronzo. Vi chiedo di apportare la dovuta "Corrige" prima di intraprendere le vie legali.
    Grazie
    il nepote omonimo Amerigo feliziani
    Scritto il: 21/08/2008 14:42:10
  • Toxicrenton

    soversiva?

    sovversiva? di cosa? che cosa vuoi sovvertire?
    Scritto il: 06/11/2007 01:23:03
  • Franzvolta

    :)

    il brigante musolino...caspita come fai a conoscerlo???? ora che ci penso, credo di avere una canzone popolare che narra le sue gesta (o la sua cattura, non ricordo bene). se vuoi te la passo...ciao sovversiva!
    Scritto il: 01/11/2007 19:10:38
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